Bergen: Il nostro tempo in una bolla - Matteo Del Vecchio
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Bergen: Il nostro tempo in una bolla

Viviamo in una bolla. Sottile. Trasparente.  Una bolla fatta di esperienze che ci portiamo nel presente ma che allo stesso tempo si carica di aspettative per l’attimo che verrà. Se rallentassimo il tempo cosi tanto quasi da bloccarlo, probabilmente potremmo sentire le nostre cellule reagire con le altre e accorgerci che quel momento che stiamo guardando, è già passato mentre lo stiamo vivendo. Il presente se esiste è effimero e sfugge alla nostra comprensione; del passato rimangono frammenti di memoria e ricordi di cui non abbiamo l’assoluta certezza di aver vissuto; nel futuro ci proiettiamo continuamente immaginando realtà più disparate. Nella nostra illusione c’è sempre un momento migliore che ci attende e allora guardiamo fuori, attraverso la nostra bolla, vagando con gli occhi e scrutando gli altri ma senza vederli perché ciò che cerchiamo realmente è noi stessi. Guardiamo il nostro riflesso per ritrovarci e prendere consapevolezza di ciò che siamo, anche se oggi sembra di non avere mai il tempo di farlo. Penso allo scorrere del tempo e immagino la realtà intorno a me come ad una ragnatela fittissima i cui fili sono tessuti dagli sguardi delle persone che proiettano loro stessi nella direzione in cui stanno osservando. Cosa succederà nell’attimo che verrà? E cosa è successo poco prima che la mia ragnatela mi proiettasse verso quella direzione in cui quelle persone che mi hanno attratto?Mentre rifletto su questo mi accorgo di quanto siamo tutti vicini ma inesorabilmente lontani, legati dalle incognite della vita. E’un gioco silenzioso in cui miliardi di bolle e ragnatele trovano il loro giusto incastro dando significato al concetto di esistenza nel rinnovo continuo di ciò che siamo e di quei fili, a volte logorati dagli echi del passato, che compongono esperienza.  In questa serie di immagini ho percepito tutto questo: un intreccio affascinante tra spazio e tempo in cui visioni diverse si toccano l’una con l’altra, in cui il confronto con se stessi è il soggetto principale. Ognuno di noi è sensibilmente a contatto con il riflesso di se e passa una vita nel tentativo di trovare un posto in questo mondo apparentemente disordinato. E’ una sensazione di silenziosa casualità tremendamente razionale: lo scorrere del tempo è la nostra unica costante universale e allo stesso tempo l’unica cosa che spesso non accettiamo.

Bergen: il nostro tempo in una bolla